Il mal di schiena è un ingannatore
Una delle cose che spiego nel mio libro Il corpo non è fragile è che il mal di schiena è un grande ingannatore. Spesso raggiunge un picco, spaventa chi ne soffre e poi… migliora, lentamente, nelle settimane successive.
Quando la terapia funziona
Ma se proprio nel momento in cui il dolore è più acuto mi sottopongo a una terapia, il ragionamento che viene naturale fare è: prima avevo dolore, dopo ho fatto una certa terapia e adesso sto meglio. Quindi, ha funzionato.
Visitare, spiegare, rassicurare
Ma “dopo” non equivale a dire “grazie a”. Ovviamente è possibile che la terapia abbia aiutato, ma è anche possibile che il normale decorso della malattia avrebbe portato allo stesso risultato. Assumere questa prospettiva non significa abbandonare il paziente, ma visitarlo, escludere segnali di allarme, spiegare, rassicurare, mantenere il movimento e fare una nuova valutazione nel momento in cui non dovessero esserci segnali di miglioramento.
Attenzione a non sottovalutare
E questo modo di procedere è già una cura, solo che è meno spettacolare di un macchinario o di una manovra. E proprio per questo, forse, viene spesso sottovalutato.
