L’artrosi dell’anca, o coxartrosi, è una condizione molto frequente che può compromettere in modo significativo la qualità di vita.
Spesso viene spiegata ai pazienti come una semplice “usura della cartilagine”, ma questa definizione è riduttiva e, in alcuni casi, anche fuorviante.
Capire cos’è davvero l’artrosi, come si manifesta e quali sono le reali opzioni di trattamento permette di affrontarla in modo più consapevole, evitando sia allarmismi inutili sia attese troppo prolungate.
Cos’è l’artrosi dell’anca (e cosa non è)
L’artrosi dell’anca non riguarda solo la cartilagine. È una patologia che coinvolge l’intera articolazione: la cartilagine, l’osso subcondrale, la capsula, i muscoli e il sistema nervoso che regola il movimento e la percezione del dolore. Per questo motivo:
• il dolore non è sempre proporzionale al danno visibile alla radiografia;
• un’anca molto artrosica può essere poco dolorosa;
• un’anca con alterazioni moderate può invece essere molto limitante.
L’artrosi non è un processo statico, ma dinamico, influenzato dal movimento, dai carichi e dalla capacità dell’organismo di adattarsi.
I sintomi iniziali dell’artrosi dell’anca
Nelle fasi iniziali l’artrosi dell’anca può manifestarsi in modo sfumato. Il dolore non è costante e spesso viene sottovalutato o attribuito a problemi muscolari. I segnali più comuni sono:
• dolore all’inguine o alla parte anteriore della coscia;
• rigidità al mattino o dopo essere stati seduti a lungo;
• difficoltà nei movimenti quotidiani, come infilare calze o scarpe;
• fastidio nel camminare a lungo o nel salire le scale.
Con il tempo il dolore può diventare più persistente e comparire anche a riposo o durante la notte.
Perché si sviluppa l’artrosi dell’anca
Non esiste una sola causa. L’artrosi è il risultato di una combinazione di fattori che agiscono nel tempo. Tra i più importanti:
• alterazioni biomeccaniche (anche congenite);
• carichi ripetuti o mal distribuiti;
• riduzione della forza e del controllo muscolare;
• precedenti traumi;
• predisposizione individuale.
Un punto fondamentale è questo: non è il movimento a “rovinare” l’anca, ma il modo in cui il carico viene gestito nel tempo. Il movimento corretto, al contrario, è parte della soluzione.
Artrosi dell’anca: cosa evitare
Di fronte alla diagnosi di artrosi, molte persone reagiscono con paura e tendono a proteggersi eccessivamente. È importante evitare:
• il riposo prolungato e l’inattività;
• l’idea di dover “aspettare che peggiori” prima di fare qualcosa;
• basarsi esclusivamente sulla radiografia per decidere cosa fare;
• rimandare ogni decisione fino a quando il dolore diventa insopportabile.
L’inattività porta a perdita di forza, peggior controllo del movimento e maggiore rigidità, aggravando il problema.
Cosa fare: il ruolo centrale del movimento
Nella maggior parte dei casi, il primo approccio è conservativo. Il trattamento si basa su un percorso personalizzato che include esercizio terapeutico, miglioramento della forza muscolare e gestione del carico. Il movimento svolge un ruolo chiave perché:
• stimola la nutrizione della cartilagine;
• migliora la funzione articolare;
• riduce la sensibilizzazione del dolore.
L’obiettivo non è “consumare meno”, ma muoversi meglio e in modo più efficiente.
Infiltrazioni e medicina rigenerativa
In casi selezionati, le infiltrazioni e alcune terapie di medicina rigenerativa possono essere utili per ridurre i sintomi e migliorare la funzione. È però fondamentale chiarire un concetto: la medicina rigenerativa non rigenera un’anca gravemente artrosica. Può:
• ridurre il dolore;
• migliorare la qualità del movimento;
• ritardare l’intervento chirurgico in pazienti selezionati.
La scelta va sempre fatta dopo una valutazione clinica accurata e non come soluzione universale.
Quando la protesi d’anca è la scelta giusta
La protesi d’anca non rappresenta un fallimento né una sconfitta. È una soluzione efficace quando il dolore e la limitazione funzionale compromettono la vita quotidiana e i trattamenti conservativi non sono più sufficienti. La decisione non si basa sull’età, ma su:
• livello di dolore;
• perdita di funzione;
• impatto sulla qualità di vita;
Quando correttamente indicata, la protesi d’anca consente di recuperare autonomia, movimento e sicurezza.
In conclusione
L’artrosi dell’anca non è semplicemente “usura”. È una condizione complessa che richiede una valutazione attenta e un percorso personalizzato. Affrontarla in modo consapevole permette di:
• ridurre il dolore;
• migliorare la funzione;
• scegliere il trattamento giusto al momento giusto.
In ortopedia, come nella riabilitazione, l’obiettivo non è l’assenza di dolore, ma il recupero della funzione. Muoversi bene è vivere bene.
